Concorso MiC 2026: 300 assistenti tecnici tutela e valorizzazione, scadenza 10 gennaio 2026

27 giorni per il concorso MiC: 300 assistenti tecnici

14 Dicembre 2025



Nel maxi concorso del Ministero della Cultura (1800 assunzioni complessive), c’è un profilo che interessa tantissimo chi ha una formazione più “da beni culturali”: è il Codice 02, cioè Assistente tecnico per la tutela e la valorizzazione.

Qui i posti sono meno rispetto al profilo di vigilanza, ma il lavoro è più tecnico e, per molti, anche più vicino a quello che hanno studiato o fatto in tirocinio: supporto alle attività di tutela e valorizzazione, con competenze legate a archeologia, storia dell’arte, museologia e ricerca.

Posti e riserve

I posti del Codice 02 sono 300, sempre su base territoriale (quindi scegli un codice/sede in fase di domanda).

Ripartizione dei 300 posti per regione:

  • Abruzzo: 8
  • Basilicata: 4
  • Calabria: 8
  • Campania: 10
  • Emilia-Romagna: 21
  • Friuli-Venezia Giulia: 4
  • Lazio: 100
  • Liguria: 10
  • Lombardia: 40
  • Marche: 6
  • Molise: 2
  • Piemonte: 13
  • Puglia: 16
  • Sardegna: 10
  • Sicilia: 20
  • Toscana: 12
  • Trentino-Alto Adige: 3
  • Umbria: 4
  • Veneto: 7

Per questo profilo è indicata una riserva pari a 40 posti (nei limiti di legge) per le persone con disabilità. Restano valide anche le riserve/titoli di preferenza previsti dalle norme generali, applicati in graduatoria.

Requisiti

I requisiti generali sono quelli tipici dei concorsi pubblici (cittadinanza/condizioni previste dalla normativa, maggiore età, diritti civili e politici, assenza di cause ostative, idoneità fisica ecc.).

Per il titolo di studio, il bando richiede un diploma di scuola superiore anche per questo profilo. Poi, nella preparazione, fa ovviamente la differenza avere basi in materie come archeologia e storia dell’arte, perché la parte “specifica” della prova è centrata su quei temi.

Anche qui è richiesta una PEC o domicilio digitale intestato al candidato, perché la domanda e le comunicazioni sono gestite online.

Prove e modalità di selezione

La prova è una prova scritta a test: 40 quesiti a risposta multipla in 60 minuti, punteggio massimo 30 punti.

Struttura della prova:

  • 25 quesiti di contenuto: di cui 10 comuni (diritto amministrativo e pubblico impiego, reati contro la PA, CAD, UE, contabilità di Stato, inglese A2 e informatica/competenze digitali) e 15 specifici per il profilo.
  • 7 quesiti di logica (ragionamento critico-verbale e logico-deduttivo).
  • 8 quesiti situazionali su casi concreti di contesto lavorativo e comportamento organizzativo.

Per il Codice 02 la parte specifica riguarda soprattutto:

  • nozioni di archeologia, storia dell’arte, storia della critica d’arte, museologia e museografia;
  • metodologie e tecniche dello scavo e della ricerca archeologica (anche in ambito subacqueo);
  • elementi di diritto del patrimonio culturale e nozioni sul patrimonio culturale;
  • struttura e organizzazione del Ministero della Cultura.

Punteggi: risposta esatta +0,75; errata -0,25; non risposta 0. I situazionali hanno punteggi diversi in base all’efficacia della risposta. Si supera con almeno 21/30. Nel bando è indicato anche che non è prevista la pubblicazione della banca dati prima della prova.

Perché conviene / a chi è adatto

Questo profilo è perfetto se:

  • ti interessano davvero beni culturali, musei, archeologia, valorizzazione (non solo “il posto fisso”);
  • hai una preparazione di base in queste materie o vuoi investirci con uno studio mirato;
  • vuoi un concorso nazionale con sedi diffuse, ma con un numero di posti comunque significativo.

Il punto chiave è studiare con intelligenza: la parte comune (diritto amministrativo + reati PA + CAD + UE + contabilità) va fatta bene, ma sul Codice 02 può pesare parecchio anche la parte tecnico-culturale.

Fonte ufficiale

Ministero della Cultura – comunicato ufficiale e documenti

Bando PDF (Commissione RIPAM)

Portale inPA (domanda online)