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Stellantis ferma Pomigliano: stop alla Panda e ad altri 5 siti in Europa

15 Febbraio 2026



Il gruppo Stellantis ha annunciato una nuova sospensione temporanea delle attività produttive che coinvolge lo stabilimento di Pomigliano d’Arco insieme ad altri cinque impianti distribuiti tra Francia, Spagna, Germania e Polonia. La decisione, ufficializzata nelle ultime ore, nasce dalla necessità di riequilibrare i volumi produttivi rispetto a una domanda di mercato che in Europa si conferma debole, colpendo in particolare modelli chiave come la Fiat Panda e l’Alfa Romeo Tonale.

Perché Stellantis ha fermato sei fabbriche

La scelta della holding guidata da Carlos Tavares non è isolata, ma si inserisce in una strategia di gestione della sovraccapacità produttiva. Il mercato automobilistico europeo sta attraversando una fase di contrazione, influenzata dall’incertezza sulla transizione elettrica e dal calo del potere d’acquisto dei consumatori. Fermare temporaneamente le linee permette all’azienda di evitare l’accumulo di stock invenduti nei piazzali, ottimizzando i costi operativi in un momento di forte pressione finanziaria, testimoniato anche dai recenti scossoni del titolo in borsa.

Quali sono gli stabilimenti coinvolti dallo stop

Oltre al sito campano di Pomigliano d’Arco, il provvedimento tocca diverse realtà industriali del gruppo in tutto il continente. In Spagna si fermano i siti di Saragozza e Madrid, mentre in Francia è coinvolto lo storico impianto di Poissy. La sospensione interessa anche la fabbrica di Eisenach in Germania, dove nasce la Opel Grandland, e quella di Tychy in Polonia, centro nevralgico per la produzione dei nuovi SUV compatti come Jeep Avenger e Fiat 600. Questa mappa delle chiusure dimostra come la crisi non sia limitata a un singolo marchio, ma colpisca l’intero portafoglio del gruppo.

I riflessi sulla produzione di Pomigliano d’Arco

Per quanto riguarda lo stabilimento “Giambattista Vico” di Pomigliano, lo stop ha un impatto diretto su due delle vetture più iconiche del gruppo. La linea della Fiat Panda (ribattezzata Pandina per le versioni più recenti) osserva un periodo di fermo di circa una settimana, mentre per l’Alfa Romeo Tonale e la gemella americana Dodge Hornet la pausa è leggermente più lunga, arrivando a coprire dieci giorni lavorativi. L’azienda ha precisato che si tratta di una misura di “riequilibrio”, ma tra i lavoratori cresce l’attesa per capire come verranno gestiti gli ammortizzatori sociali.

Ammortizzatori sociali e impatto sui lavoratori

Per gestire queste giornate di inattività, Stellantis fa ricorso agli strumenti previsti dalla normativa vigente, come i contratti di solidarietà e la cassa integrazione guadagni. A Pomigliano, così come in altri siti italiani come Termoli e Mirafiori, questi strumenti sono già parte di un piano concordato per far fronte alla riduzione dei turni. Sebbene l’azienda assicuri che queste pause servano a rendere gli impianti più efficienti nel lungo periodo, i sindacati mantengono alta l’allerta, chiedendo garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e sul lancio dei futuri modelli previsti tra il 2026 e il 2027.

Prospettive future per il settore automotive

Il contesto internazionale resta complesso. La competizione con i produttori asiatici e l’introduzione di nuovi dazi doganali, specialmente per i veicoli destinati agli Stati Uniti, rendono incerta la pianificazione industriale. Tuttavia, Stellantis conferma gli investimenti per le piattaforme future, come la STLA Small che dovrebbe approdare proprio a Pomigliano nei prossimi anni. La sfida per il 2026 sarà quella di coniugare la sostenibilità economica con la necessità di difendere il patrimonio industriale e lavorativo di uno dei settori trainanti dell’economia italiana.

Per consultare i dettagli relativi ai bandi di settore o le comunicazioni ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è possibile visitare il sito istituzionale mimit.gov.it.