Per lavorare in un ente pubblico la regola è il concorso: lo stabilisce l’articolo 97 della Costituzione, che però aggiunge «salvo i casi stabiliti dalla legge». Quei casi esistono e sono precisi. Si può entrare nella Pubblica Amministrazione senza concorso solo in situazioni definite dalla legge: alcune riguardano categorie di persone (disabili, familiari delle vittime del dovere), altre tipi di lavoro (profili con la sola scuola dell’obbligo, incarichi temporanei). Qui trovi quali sono, a chi si rivolgono e dove cercare gli avvisi.
Quale strada fa per te
- Hai un’invalidità civile superiore al 45%: collocamento mirato, con assunzione per chiamata numerica.
- Sei coniuge o figlio di un militare, agente, vigile del fuoco o vigile urbano morto in servizio, o di una vittima del terrorismo o della criminalità organizzata: chiamata diretta nominativa.
- Hai la licenza media e cerchi un lavoro operativo: avviamento a selezione tramite il centro per l’impiego.
- Sei già dipendente pubblico: mobilità verso un altro ente.
- Cerchi un contratto temporaneo: lavoro tramite agenzia per il lavoro (somministrazione).
- Sei un professionista o un esperto: incarichi individuali e incarichi a contratto negli enti locali.
- Ti va bene un datore di lavoro “pubblico” ma con contratto privato: società partecipate.
Collocamento mirato: l’accesso per le persone con disabilità
La legge 68/1999 obbliga gli enti pubblici, come le aziende, ad assumere una quota di persone con disabilità. Si rivolge a chi ha una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, accertata dalla commissione per l’invalidità civile, oltre alle altre categorie indicate dalla stessa legge (ad esempio gli invalidi del lavoro).
Per i posti che non richiedono un titolo specifico, l’ente non bandisce un concorso: secondo l’articolo 35, comma 2, del Testo unico del pubblico impiego (D.Lgs. 165/2001) assume per chiamata numerica gli iscritti alle liste del collocamento mirato, seguendo la graduatoria dell’ufficio competente. Prima dell’assunzione si verifica che l’invalidità sia compatibile con le mansioni. Il primo passo, quindi, è l’iscrizione al servizio di collocamento mirato del centro per l’impiego della tua provincia.
Chiamata diretta per i familiari delle vittime del dovere
Lo stesso comma 2 dell’articolo 35 prevede un canale ancora più diretto: la chiamata diretta nominativa, cioè l’assunzione di una persona individuata per nome, senza graduatoria. Spetta al coniuge superstite e ai figli del personale delle Forze armate, delle Forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco e della Polizia municipale deceduto nell’espletamento del servizio, e ai familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata previsti dalla legge 466/1980 e dalle norme successive. Le modalità dipendono dalla norma che riconosce il beneficio: il punto di partenza è l’amministrazione presso cui prestava servizio il familiare.
Avviamento a selezione: i lavori per cui basta la scuola dell’obbligo
Per i profili che richiedono soltanto la scuola dell’obbligo l’ente può assumere attraverso l’avviamento a selezione (art. 35, comma 1, lettera b del D.Lgs. 165/2001 e legge 56/1987). Funziona così:
- l’ente comunica al centro per l’impiego quanti lavoratori cerca e per quale profilo;
- il centro per l’impiego pubblica l’offerta e forma una graduatoria tra chi si candida, secondo i criteri fissati dalla normativa regionale;
- i primi in graduatoria vengono convocati per una prova di idoneità: non è una gara, serve solo a verificare che sai svolgere le mansioni.
Gli avvisi si trovano sui portali regionali dei centri per l’impiego. Di solito bisogna essere iscritti al centro per l’impiego e aver rilasciato la dichiarazione di disponibilità al lavoro: i requisiti esatti sono indicati in ogni singolo avviso.
Mobilità: la strada riservata a chi è già nella PA
La mobilità (articolo 30 del D.Lgs. 165/2001) permette a un ente di coprire un posto vacante con il passaggio diretto di un dipendente di un’altra amministrazione, con una qualifica corrispondente. Non è quindi una porta d’ingresso per chi viene dal privato, ma è il modo più rapido per cambiare ente o città senza un nuovo concorso. Per legge gli avvisi di mobilità sono pubblicati sul Portale inPA, dove ci si candida dopo essersi registrati e aver caricato il curriculum.
Lavorare in un ente tramite un’agenzia per il lavoro
L’articolo 36 del D.Lgs. 165/2001 consente alle amministrazioni di usare la somministrazione di lavoro a tempo determinato, ma solo per esigenze temporanee o eccezionali. In pratica lavori in un ufficio pubblico, ma il tuo datore di lavoro è l’agenzia che ti ha selezionato. È un’esperienza utile e spesso più rapida da ottenere, con due limiti da conoscere: il contratto è a termine e non dà diritto a essere assunti dall’ente. Le offerte sono sui siti delle agenzie per il lavoro autorizzate.
Professionisti ed esperti: incarichi e contratti negli enti locali
Chi ha competenze specialistiche ha tre possibilità, tutte senza concorso ma con una selezione pubblica:
- Incarichi individuali di lavoro autonomo (art. 7, comma 6, D.Lgs. 165/2001): l’ente li affida a esperti di particolare e comprovata specializzazione, per progetti determinati, dopo una procedura comparativa resa pubblica. Lavori come professionista, non come dipendente.
- Incarichi a contratto nei Comuni e nelle Province (art. 110 del Testo unico degli enti locali): per posti dirigenziali o di alta specializzazione, conferiti previa selezione pubblica che verifica esperienza pluriennale e specifica professionalità.
- Uffici di staff del sindaco, del presidente o della giunta (art. 90 dello stesso Testo unico): collaboratori assunti a tempo determinato per supportare gli organi politici. L’incarico è legato al mandato di chi governa l’ente.
Società partecipate: datore pubblico, contratto privato
Le società controllate da enti pubblici (trasporti locali, servizi idrici, rifiuti, multiservizi) non sono pubbliche amministrazioni e i loro dipendenti hanno un contratto di diritto privato. Non fanno concorsi in senso stretto, ma per legge (art. 19 del D.Lgs. 175/2016) devono assumere con criteri trasparenti, pubblicità e imparzialità. Le selezioni si trovano nelle sezioni “Lavora con noi” o “Società trasparente” dei loro siti.
Cosa non è un’alternativa al concorso
- Lo scorrimento delle graduatorie: un ente può assumere attingendo alla graduatoria di un altro, ma solo chi ha già superato un concorso vi è inserito.
- Chi promette un posto pubblico in cambio di denaro: nessuna procedura legale prevede pagamenti a intermediari. È una truffa, da segnalare alle forze dell’ordine.
Dove cercare gli avvisi
- Portale inPA: concorsi, selezioni e mobilità di tutte le amministrazioni.
- Centri per l’impiego: avviamento a selezione e collocamento mirato, sui portali della tua Regione.
- Siti degli enti: sezione “Amministrazione trasparente – Bandi di concorso” e albo pretorio online.
- LavorieConcorsi: i bandi aperti nella sezione Concorsi, le assunzioni nel privato in Offerte di lavoro e le altre guide ai concorsi.
Riferimenti normativi
- Costituzione, articolo 97
- D.Lgs. 165/2001, articoli 7, 30, 35 e 36
- Legge 68/1999 sul diritto al lavoro delle persone con disabilità
- Legge 56/1987, articolo 16 (avviamento a selezione)
- D.Lgs. 267/2000 (Testo unico enti locali), articoli 90 e 110
- D.Lgs. 175/2016, articolo 19 (società a controllo pubblico)

