Concorso graduatorie ATA 24 mesi nelle scuole italiane

Concorso graduatorie ATA 24 mesi: bandi attesi in primavera

8 Marzo 2026



Il concorso graduatorie ATA 24 mesi tornerà anche nel 2026 con la pubblicazione dei bandi regionali prevista in primavera. La procedura riguarda l’aggiornamento delle graduatorie provinciali permanenti di prima fascia utilizzate dalle scuole statali per assumere il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Possono partecipare gli aspiranti che hanno maturato almeno 24 mesi di servizio nelle scuole statali nello stesso profilo professionale. Si tratta di una procedura per titoli che consente al personale ATA con esperienza di inserirsi o aggiornare il proprio punteggio nelle graduatorie provinciali.

Le graduatorie ottenute con il concorso graduatorie ATA 24 mesi sono fondamentali perché vengono utilizzate per le immissioni in ruolo e per le supplenze annuali nelle scuole.

I bandi vengono pubblicati ogni anno dagli Uffici scolastici regionali su indicazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Le informazioni ufficiali sono disponibili sul sito istituzionale del
Ministero dell’Istruzione e del Merito
https://www.miur.gov.it

La procedura è molto attesa da migliaia di lavoratori che hanno già svolto supplenze nelle scuole e vogliono accedere alla prima fascia delle graduatorie ATA.

Requisiti per partecipare al concorso graduatorie ATA 24 mesi

Il requisito principale per partecipare al concorso graduatorie ATA 24 mesi è aver maturato almeno due anni di servizio nelle scuole statali.

Il servizio richiesto corrisponde a 24 mesi, cioè 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi.

Possono presentare domanda:

chi è in servizio come personale ATA a tempo determinato nella scuola statale nella stessa provincia e nello stesso profilo professionale

chi non è in servizio al momento della domanda ma risulta inserito nelle graduatorie provinciali o negli elenchi provinciali per supplenze dello stesso profilo

chi è inserito nelle graduatorie di istituto ATA di terza fascia nella stessa provincia e nello stesso profilo

Il servizio valido per il concorso graduatorie ATA 24 mesi può essere stato svolto con contratti a tempo determinato o indeterminato nelle scuole statali.

Sono validi anche i periodi di lavoro con contratto part-time, che vengono comunque conteggiati interamente ai fini del requisito dei 24 mesi.

Non vengono invece considerati alcuni servizi prestati in sistemi scolastici con ordinamenti autonomi, come quelli delle province autonome.

Per verificare tutte le indicazioni ufficiali è possibile consultare anche i siti degli Uffici scolastici regionali pubblicati sul portale del
Ministero dell’Istruzione e del Merito
https://www.miur.gov.it/web/guest/uffici-scolastici-regionali

Titoli di studio richiesti per i profili ATA

Oltre al requisito dei 24 mesi di servizio, è necessario possedere il titolo di studio previsto per il profilo ATA per cui si presenta domanda.

Per il profilo di assistente amministrativo è richiesto il diploma di maturità.

Per il profilo di assistente tecnico è necessario un diploma di maturità corrispondente alla specifica area di laboratorio prevista.

Per il profilo di collaboratore scolastico sono validi diversi titoli tra cui:

diploma di qualifica professionale triennale
diploma di maestro d’arte
diploma di scuola magistrale per l’infanzia
diploma di maturità
qualifica professionale triennale rilasciata o riconosciuta dalle Regioni

Per altri profili ATA sono previsti titoli specifici. Ad esempio:

per il profilo di cuoco è richiesto un diploma professionale nel settore ristorazione

per il profilo di infermiere è richiesta la laurea in scienze infermieristiche o titolo equipollente

per i profili di guardarobiere e addetto alle aziende agrarie sono richiesti titoli professionali legati al settore di riferimento.

Le graduatorie risultanti dal concorso graduatorie ATA 24 mesi vengono poi utilizzate dalle scuole per le assunzioni e per l’assegnazione delle supplenze annuali.

Per questo motivo la procedura rappresenta uno dei passaggi più importanti per chi lavora come supplente nella scuola e punta alla stabilizzazione nel personale ATA.