Il percorso per diventare dirigente pubblico in Italia sta per subire una svolta significativa. Con l’approvazione alla Camera del disegno di legge sullo sviluppo della carriera dirigenziale e sulla valutazione della performance del personale della pubblica amministrazione, si apre la possibilità di accedere a posizioni di vertice senza dover affrontare il concorso tradizionale. Il provvedimento, sostenuto dal ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, passerà ora al Senato per l’approvazione definitiva.
Valutazione della performance e carriera
Il ddl introduce due novità chiave. La prima riguarda la valutazione della performance, sia a livello individuale sia organizzativo. L’obiettivo è valorizzare le competenze manageriali e incentivare la formazione continua dei funzionari.
La seconda modifica riguarda l’accesso alla dirigenza. Cambiano le regole per chi ambisce a posizioni apicali, offrendo un percorso più flessibile, ma rigoroso.
Chi può accedere senza concorso
Sarà possibile diventare dirigenti senza concorso, ma solo per una quota limitata dei posti. In dettaglio:
- 30% dei posti riservato a funzionari con almeno cinque anni di esperienza e al personale delle aree Elevate Qualificazioni con almeno due anni nella pubblica amministrazione.
- Tutti i candidati devono possedere i titoli di studio e i requisiti richiesti per il ruolo.
Il restante 70% dei posti di seconda fascia rimane assegnato tramite i canali tradizionali:
- 50% tramite corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA)
- 20% tramite concorsi pubblici ordinari
Per i dirigenti di prima fascia, la metà dei posti sarà coperta tramite concorso per titoli ed esami, e l’altra metà tramite sviluppo di carriera dai dirigenti di seconda fascia con almeno cinque anni di servizio.
Come funziona la selezione senza concorso
“Senza concorso” non significa accesso libero. Il percorso resta articolato in tre fasi:
- Selezione comparativa interna: una commissione con membri interni ed esterni valuta titoli ed esperienze.
- Incarico temporaneo: periodo di prova di tre anni, rinnovabile una sola volta.
- Valutazione finale: commissione diversa dalla prima decide l’assegnazione definitiva.
Questo approccio punta a premiare chi dimostra competenze e risultati concreti, senza sacrificare trasparenza e meritocrazia.
Opportunità e sfide per i candidati
Il nuovo sistema valorizza chi sa gestire progetti complessi e risorse in contesti dinamici. L’accesso senza concorso può accelerare la carriera, ma resta selettivo e rigoroso. I candidati dovranno prepararsi a dimostrare risultati concreti, leadership e capacità organizzative.
Aggiornamenti sul ddl
Per seguire l’evoluzione del ddl e le modifiche finali, è possibile consultare il sito ufficiale della Camera dei Deputati.
Con questa riforma, il sistema di reclutamento dei dirigenti pubblici punta a diventare più dinamico e meritocratico, valorizzando le competenze sul campo, ma mantenendo chiarezza e regole trasparenti anche per chi entra senza concorso.



















