Manifestazione FLC CGIL per il concorso PNRR 3

Concorso PNRR 3, esclusi laureandi SFP e TFA sostegno: ricorso FLC CGIL

23 Ottobre 2025



La pubblicazione dei bandi dei concorsi PNRR 3 per la scuola primaria, dell’infanzia e secondaria ha sollevato non poche polemiche. In particolare, la FLC CGIL ha denunciato come “gravissima” l’esclusione dei laureandi in Scienze della Formazione Primaria (SFP) e degli iscritti al decimo ciclo del TFA sostegno, annunciando la volontà di impugnare il bando.

I due decreti DDG 2938 e 2939 del 9 ottobre 2025, successivamente integrati con l’avviso del 10 ottobre stabiliscono che possono partecipare con riserva solo i candidati che conseguiranno l’abilitazione all’insegnamento o la specializzazione sul sostegno entro il 31 gennaio 2026.
Una clausola che, di fatto, esclude chi sta per concludere gli studi o frequentando percorsi ancora in corso, pur essendo in grado di ottenere il titolo in tempi compatibili con la chiusura della procedura.

Concorso PNRR 3, esclusi laureandi SFP e iscritti TFA sostegno: la FLC CGIL pronta al ricorso

Chi resta escluso

I laureandi in Scienze della Formazione Primaria, che si laureeranno tra ottobre 2025 e gennaio 2026, non potranno partecipare. E lo stesso vale per i docenti in formazione sul sostegno (X ciclo TFA), i cui corsi durano mediamente otto mesi e si concluderanno non prima di giugno 2026.

La FLC CGIL sottolinea come questa scelta sia ingiustificata e discriminatoria, soprattutto perché penalizza categorie di aspiranti docenti che hanno investito tempo, risorse e competenze in percorsi formativi complessi e fondamentali per il sistema scolastico.

Una disparità difficile da giustificare

C’è anche un’altra anomalia: il bando consente l’ammissione con riserva solo agli abilitandi immatricolati nell’anno accademico 2024/2025, escludendo invece chi per ragioni legate all’attivazione dei corsi previsti dal DPCM del 4 agosto 2023 è stato immatricolato nel 2025/2026.
Una differenza che la FLC CGIL considera del tutto arbitraria e che rischia di creare una disparità di trattamento tra candidati in condizioni analoghe.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito motiva questa scelta con l’urgenza di chiudere le graduatorie entro il 30 giugno 2026, così da rispettare i target previsti dal PNRR e assicurare almeno 30.000 assunzioni.
Tuttavia, secondo il sindacato, l’obiettivo numerico non può prevalere sui principi di equità e sulla necessità di garantire a tutti i futuri insegnanti le stesse opportunità di accesso.

Alla luce di queste criticità, la FLC CGIL ha deciso di impugnare i bandi PNRR 3, chiedendo una revisione delle regole di partecipazione.
L’intento è quello di consentire anche ai laureandi SFP e agli specializzandi sul sostegno di partecipare con riserva, così come già accaduto in passate procedure concorsuali.

Secondo il sindacato, questa esclusione rischia di aggravare ulteriormente la carenza di docenti abilitati e specializzati, soprattutto nella scuola primaria e nel sostegno, dove la domanda di personale qualificato resta altissima in molte regioni italiane.

In attesa dell’eventuale revisione o dell’esito del ricorso, molti aspiranti docenti restano in una situazione di incertezza, sospesi tra la speranza di poter partecipare e la frustrazione per una regola che, nei fatti, li lascia fuori da una delle occasioni di assunzione più importanti degli ultimi anni.