Electrolux, accordo: investimenti e meno esuberi per i lavoratori italiani

Stabilimento e produzione – Electrolux, accordo: investimenti e meno esuberi per i lavoratori italiani
Stabilimento e produzione (Foto: Pexels / Ruslan Alekso)

Al termine del confronto al Mimit è stato siglato un accordo sul piano industriale di Electrolux che prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti e la salvaguardia degli stabilimenti italiani. L’intesa riduce gli esuberi inizialmente annunciati e fissa una produzione di fine piano pari a circa 3,2 milioni di pezzi annui.

Electrolux accordo stabilimenti: chi riguarda e che numeri prevede il piano

Il nuovo piano industriale conferma il ruolo produttivo degli stabilimenti italiani di Electrolux e indica una produzione a fine piano di circa 3,2 milioni di pezzi annui. Rispetto ai 1.719 esuberi iniziali comunicati dall’azienda, l’accordo prevede un massimo di 902 uscite da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali.

Per Cerreto d’Esi è previsto il mantenimento della produzione con volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni, fino all’individuazione di una soluzione di reindustrializzazione a tutela dei 149 lavoratori.

Cosa cambia per gli stabilimenti e le misure di accompagnamento

A livello produttivo, a Porcia è prevista un’ampliamento del portafoglio prodotti con il consolidamento delle produzioni di lavatrici e lavasciuga su entrambe le piattaforme. Sono confermati investimenti e prospettive produttive anche per gli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì.

Il Ministero del Lavoro sarà coinvolto per individuare gli ammortizzatori sociali più adeguati; il piano include inoltre percorsi di formazione e riqualificazione professionale a supporto delle uscite volontarie e incentivate.

Secondo la nota del Mimit, l’intesa arriva dopo 30 ore di confronto serrato tra azienda e organizzazioni sindacali e rappresenta anche il risultato dell’azione del Governo in Europa a difesa del settore dell’elettrodomestico. Nel documento si cita il non-paper sostenuto da Francia, Germania, Polonia, Spagna e Slovacchia e la disponibilità della Commissione a intervenire su quelle proposte, elementi che hanno contribuito a riaprire il confronto con Electrolux.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha commentato che l’accordo tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia, oltre a garantire prospettive produttive di lungo periodo con oltre 100 milioni di euro di investimenti.

Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha definito la mediazione molto positiva per la riduzione degli esuberi e per aver evitato un «vero e proprio disastro sociale». Il sottosegretario di Stato con delega alle crisi d’impresa, Fausta Bergamotto, ha sottolineato che la firma segna un passaggio significativo frutto di un lavoro intenso e di mediazione, con la priorità posta sulla salvaguardia dei posti di lavoro e della continuità produttiva degli stabilimenti italiani.

Fonti e documenti ufficiali

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