Durante la kermesse Nova, organizzata a Milano dal Movimento 5 Stelle, il partito ha votato un pacchetto di proposte che include il cosiddetto Reddito 2.0, destinato a diventare uno dei temi centrali in vista delle elezioni politiche del 2027 e da sottoporre ora al confronto con gli alleati del cosiddetto Campo largo.
È bene chiarirlo subito: non si tratta di una misura già in vigore. Il Reddito 2.0 è, allo stato attuale, una proposta politica del M5S, non una norma approvata dal Parlamento. Chi oggi percepisce l’Assegno di Inclusione o il Supporto per la Formazione e il Lavoro continua quindi ad applicare le regole stabilite dal Decreto Lavoro 2023.
Perché nasce la proposta: il nodo degli “occupabili”
Il punto di partenza del progetto pentastellato riguarda un limite che oggi esclude molte persone dal sostegno pubblico. L’Assegno di Inclusione, infatti, spetta solo ai nuclei familiari in cui sia presente una persona con disabilità, un minorenne, un componente con almeno 60 anni o un soggetto in condizione di svantaggio seguito da un programma di cura.
Chi non rientra in nessuna di queste categorie resta fuori dal beneficio, anche quando si trova in una condizione economica difficile. Il M5S vuole intervenire proprio su questo punto, includendo le persone tra i 18 e i 59 anni considerate in grado di lavorare, i cosiddetti “occupabili”, oggi tagliate fuori dalla misura. Il Movimento stima questa platea in circa 580 mila persone.
Quanto prevede il Reddito 2.0
Sul piano economico, la proposta fissa come riferimento una soglia di 6.500 euro l’anno, alla quale potrebbe aggiungersi un’integrazione fino a 3.640 euro annui per le spese legate all’affitto o al mutuo. Non si tratterebbe, in ogni caso, di un importo erogato automaticamente a tutti: la soglia indicata è il riferimento su cui costruire il trattamento economico, mentre l’importo effettivo dipenderebbe dai parametri che verrebbero fissati qualora la proposta diventasse legge.
Gli obblighi previsti per i beneficiari occupabili
Chi immagina un ritorno a un sussidio senza condizioni dovrà ricredersi: la proposta lega l’estensione agli occupabili a due percorsi obbligatori.
- La partecipazione ai Progetti Utili alla Collettività (PUC), organizzati dai Comuni, per almeno otto ore a settimana.
- La sottoscrizione di un Patto per il Lavoro e la Formazione, da costruire insieme a centri per l’impiego, agenzie per il lavoro e imprese, con percorsi di formazione, qualificazione e ricerca attiva di un’occupazione.
È inoltre prevista una presa in carico obbligatoria da parte di Comuni, centri per l’impiego o agenzie per il lavoro: nessun beneficiario resterebbe, almeno sulla carta, privo di un percorso di accompagnamento verso l’occupazione.
Gli incentivi per le imprese e per le agenzie per il lavoro
Il progetto prova ad agire anche sul fronte della domanda di lavoro. Secondo quanto spiegato dall’eurodeputato M5S ed ex presidente dell’INPS Pasquale Tridico, un’azienda che firma il patto con un beneficiario e, dopo un breve periodo di prova, lo assume a tempo indeterminato otterrebbe l’equivalente di 12 mensilità del Reddito 2.0 sotto forma di sgravio contributivo. L’obiettivo dichiarato è incentivare le imprese ad assumere stabilmente i percettori del sussidio al termine della fase di prova.
Anche le agenzie per il lavoro avrebbero un riconoscimento economico: un incentivo pari a una mensilità per ogni beneficiario occupabile effettivamente accompagnato verso un impiego.
Cosa resta in vigore oggi
Finché la proposta non verrà eventualmente trasformata in una norma approvata dal Parlamento, restano valide le regole del Decreto Lavoro 2023 (decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023, n. 85), che disciplina l’Assegno di Inclusione agli articoli da 1 a 11 e il Supporto per la Formazione e il Lavoro all’articolo 12. Chi vuole verificare requisiti, soglie ISEE e modalità di richiesta attualmente in vigore può consultare le pagine ufficiali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Cosa succede adesso
Il testo votato a Nova dovrà ora essere discusso con gli alleati del Campo largo per la costruzione di un eventuale programma comune in vista delle elezioni politiche del 2027. Solo in caso di approvazione parlamentare il Reddito 2.0 potrebbe sostituire l’attuale impianto fondato su Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro, aprendo il sostegno anche agli occupabili oggi esclusi e legandolo a percorsi obbligatori di formazione e attivazione lavorativa.

